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il contesto italiano

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Com’è noto l’Italia ha un patrimonio storico artistico di straordinario rilievo che, tra l’altro, comprende una rete di ben 5.000 tra musei ed aree archeologiche e 50 sedi dichiarate dall’UNESCO “di eccezionale valore universale”. Un patrimonio di monumenti, chiese e istituzioni che è la più alta testimonianza della cultura occidentale e rappresenta una formidabile risorsa economica per il nostro Paese. Si calcola che siano oltre 100 milioni le opere artistiche presenti nel nostro Paese e che almeno la metà necessitino di interventi di conservazione e restauro. Valorizzare e rendere fruibili tali beni culturali comporta ingenti investimenti finalizzati alla manutenzione e al restauro, con la conseguente necessità di figure professionali che possano vantare una formazione di qualità dove le conoscenze storico artistiche, e più in generale umanistiche, trovino equilibrio con competenze tecnico-scientifiche e, ovviamente, con elevate capacità operative.

 
IL RESTAURATORE IN ITALIA
La formazione del restauratore in Italia è oggi regolata dal Decreto Ministeriale n. 86 del 26 maggio 2009 che definisce il profilo del restauratore e degli altri operatori che svolgono attività complementari al restauro e alla conservazione dei beni culturali, ai sensi dell’art. 29 comma 7 del Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio, Decreto Legislativo n. 42 del 22 gennaio 2004. Il DM 86/2009 definisce i seguenti profili:
Art. 1 – Restauratore (laurea quinquennale a ciclo unico)
Art. 2 – Tecnico del Restauro di Beni Culturali e Collaboratore Restauratore (diploma triennale)
Art. 3 – Tecnici con competenze specifiche (diploma annuale, biennale o esperienza professionale)
Art. 4 – Esperti scientifici (laurea in chimica, fisica, biologia, geologia).
Tutti questi tecnici intervengono sempre in team con un progettista (restauratore laureato) e un direttore dei lavori (architetto o restauratore) dietro autorizzazione e sotto la sorveglianza della Soprintendenza territorialmente competente.
IL DECRETO 294/2000 SUI LAVORI DI RESTAURO
Il Decreto Ministeriale 294 del 3 agosto 2000 individua i requisiti di qualificazione per la categoria di opere specializzate OS2 (restauro e manutenzione ordinaria e straordinaria di beni culturali). Questo Decreto stabilisce che una ditta che occupa più di 4 dipendenti deve operare con il 20% di restauratori (diploma quinquennale di laurea), il 40% di collaboratori restauratori (diploma triennale di formazione professionale), il 40% di addetti al restauro (diploma annuale, biennale oppure esperienza lavorativa).
Il Restauratore di Beni Culturali (Laurea Magistrale Quinquennale).
Ai sensi del DM 86/2009, art. 1, ” Il restauratore di beni culturali mobili e di superfici decorate di beni architettonici, sottoposti alle disposizioni di tutela del Codice, è il professionista che definisce lo stato di conservazione e mette in atto un complesso di azioni dirette e indirette per limitare i processi di degrado dei materiali costitutivi dei beni e assicurarne la conservazione, salvaguardandone il valore culturale. A tal fine, nel quadro di una programmazione coerente e coordinata della conservazione, il restauratore analizza i dati relativi ai materiali costitutivi, alla tecnica di esecuzione ed allo stato di conservazione dei beni e li interpreta; progetta e dirige, per la parte di competenza, gli interventi; esegue direttamente i trattamenti conservativi e di restauro; dirige e coordina gli altri operatori che svolgono attività complementari al restauro. Svolge attività di ricerca, sperimentazione e didattica nel campo della conservazione.”
Il Collaboratore Restauratore (Diploma triennale).
Ai sensi del DM 86/2009 (art, 2) il Collaboratore Restauratore svolge funzioni diverse dal Restauratore di Beni Culturali. “Il tecnico del restauro di beni culturali mobili e superfici decorate di beni architettonici, è la figura professionale che collabora con il restauratore eseguendo, con autonomia decisionale strettamente afferente alle proprie competenze tecniche, determinate azioni dirette ed indirette per limitare i processi di degrado dei beni ed assicurarne la conservazione, operazioni di cui garantisce la corretta esecuzione secondo le indicazioni metodologiche ed operative, sotto la direzione ed il controllo diretto del restauratore. Ha la responsabilità della cura dell’ambiente di lavoro e delle attrezzature, cura la preparazione dei materiali necessari per gli interventi, secondo le indicazioni metodologiche del restauratore.”